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Recensione pubblicata il 24-03-2005 :: |
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Ladri di
jazz di Cosimo Parisi
Le note di copertina del clarinettista
Gabriele Mirabassi ci obbligano alla riflessione
sul jazz odierno, sul furto in quanto essenza di questa
musica, che ha preso qua e là senza fermarsi a fare dei
grandi delle reliquie inamovibili.
Dai ritmi
cubani a quelli balcanici, passando di ritorno per
l´Africa, dalle armonie europee alle scale intensamente
usate da John Coltrane, dalla musica per
pianoforte dell´Ottocento a tutto quello che è venuto
dopo, cosa è rimasto intoccato dalla musica più ricca di
incroci per definizione? Poco o nulla, ben venga quindi
la pubblicazione di gruppi come i Nopop, con il
loro saccheggio di musiche folk romagnole e complessità
contemporanee messe insieme in un cocktail dai sapori
forti come quelli della cucina della regione di
provenienza dei musicisti.
Gian Maria
Matteucci ai clarinetti, Massimo Zaniboni al
sassofono tenore e soprano, Stefano Savini alle
chitarre, Guido Facchini al pianoforte,
Stefano Ricci al contrabbasso e Mauro
Gazzoni alla batteria sono i protagonisti di
Sestetto. Tante atmosfere, tutte belle, che non
sanno di globalizzazione - intesa come appiattimento
verso il basso di un sapere di base comune a tutti o
quasi, dai manager delle industrie a chi nelle industrie
occupa il ruolo più basso - ma sanno di evoluzione,
prendendo a destra e a manca cosa serve alla propria
voglia di esprimersi.
Lirico e sognante è il
clarinetto di Matteucci, fra musiche da West
Coast anni `50 e World contemporanea, ed intorno a lui
un gruppo che aggiunge tanta passione nel tradurre in
musica le invenzioni del chitarrista Stefano
Savini e del contrabbassista Stefano Ricci,
autore degli arrangiamenti, tutti molto raffinati.
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TRANSLATION: |
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The notes in the booklet by
Gabriele Mirabassi force us to reflect on today's
jazz, on the importance of stealing for this music.
From cuban to balcanic
rhythms, through Africa, from the european harmonies to
Coltrane's scales from piano music of '800 to all came
afterwards, what stayed untouched in a music which is
defined to be the richest of contaminations? A little or
nothing, so welcome to the release of bands like Nopop,
with their stealing of local folk songs and contemporary
complexity merged together in a cocktail with strong taste
like the cousine from the region these musicians come from.
Gian Maria
Matteucci on clarinet, Massimo Zaniboni on
tenor and soprano
saxophone, Stefano Savini on guitar, Guido Facchini
on piano,
Stefano Ricci on double bass and Mauro
Gazzoni on drums are the protagonists of Sestetto (sextet).
Many athmospheres, all good, out of globalization but with
a taste of evolution, taking anything useful to the
expression.
Matteucci's clarinet
is lyric and dreaming, between the West Coast of the 50'
and contemporary World music, and around him a band with
so much passion to translate into music the inventions of
guitarist Stefano Savini and bassist Stefano
Ricci, author of the arrangements, all very refined.
Cosimo Parisi |
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