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Giorgio Dini ed un bel progetto
Ci presenta la sua Silta Records
di Giorgio Coppola
1. collegandosi al sito della Silta (http://www.siltarecords.it/) si trovano due
frasi che vorrebbero sintetizzare il pensiero di questa
etichetta: "Quale musica si può definire buona e quale invece
cattiva? Non lo so, non sono in grado di fornire una risposta
precisa. Probabilmente non esiste buona o cattiva musica, ma
solo musica che ti tocca l'anima e musica che ti lascia
indifferente, ecco tutto!". (Dmitri Sostakovic). L'altra è di
John Zorn: “Se il budget è limitato allora la qualità è
migliore. Immaginazione e creatività predominano. E' molto
difficile fare qualcosa di creativo con le 'majors'
(multinazionali del disco). Per loro, è tutto basato su
business e denaro". Perchè nasce la Silta
Records?
E’ proprio così: queste due citazioni
riassumono la filosofia di Silta Records. La frase di
Sostakovic fa ben intendere che secondo Silta Records lo scopo
della musica, qualsiasi musica, deve essere di dare emozioni a
chi ascolta. La frase di John Zorn evidenzia che gli obiettivi
del Business divergono totalmente da quelli dell’Arte.
Silta Records nasce con l’intento di diffondere musica di
qualità, nell’interesse dei musicisti e senza perseguire scopo
di lucro. Intendiamo posizionarci su un genere di nicchia, che
può andare oltre le etichettature di circostanza a cui siamo
abituati, concentrandosi sulla musica improvvisata
contemporanea, a matrice Jazz, World, Etnica o quant’altro,
essenzialmente rivolte all’oggi e al domani. Perché una volta
private del processo creativo, la musica e l’arte
muoiono. Ma il punto fondamentale è che non si vuole
sfruttare il musicista bensì dargli la maggiore visibilità
possibile.
2. alla base vi è un grande idea, quella
che ispira anche questo sito: dare pubblicazione e visibilità
a chi lo merita. Ma il Mercato ammette queste idee, o alla
fine diventano utopie?
Silta si contrappone alla
logica del Mercato proprio perché la forbice tra profitto e
Arte si apre sempre di più. Viviamo questa avventura con
entusiasmo e passione, con l’intenzione di raggiungere una
certa regolarità di pubblicazioni ma senza frenesia, perché la
cosa più importante è selezionare un progetto in cui si crede
veramente e seguirlo con cura ed attenzione. Purtroppo occorre
fare i conti con la realtà: il potenziale di vendita è molto
limitato e questo è purtroppo un grande ostacolo che non
permette ad un progetto di autofinanziarsi pienamente. Ma i
vantaggi per il musicista vanno cercati in altre
considerazioni: CD fa di tutto per ottenere la massima
visibilità presso la critica e i media specializzati, il che
diventa un mezzo per procacciarsi del lavoro che
indirettamente permette di riassorbire i costi sostenuti e a
generare nuovi progetti. L’introduzione di Sponsor può aiutare
a risolvere il problema finanziario, anche se dobbiamo fare in
modo che le decisioni vengano prese da Silta e dal musicista.
Solo in questo modo la legge di mercato è soddisfatta e il
cerchio si chiude.
3. nel 1992 ti sei laureato in
Economia e Commercio. Sono stati anche questi studi a
spingerti verso la creazione della Silta Records?
Per la verità è stata la mia coscienza di
musicista ‘indipendente’ che mi ha spinto a creare Silta
Records: avevo la possibilità di pubblicare ‘Out!’ con qualche
etichetta indipendente, ma le condizioni proposte non mi
soddisfacevano ed allora ho deciso di autoprodurmi; a
differenza delle normali autoproduzioni però, che sono singoli
eventi isolati, in questo caso ho deciso di dar vita e forma
ad un’etichetta discografica veramente indipendente che
preservasse gli interessi del musicista. Gli studi fatti
senz’altro mi hanno aiutato a fare una serie di valutazioni
economiche, organizzative e gestionali necessarie per lo
svolgimento dell’attività. Non nego inoltre che i miei studi
aiutino per sviscerare gli aspetti legali ed
amministrativi.
4. pubblicando un disco con la Silta
all'artista restano i pieni diritti sulla propria opera,
poichè l'etichetta non chiede edizioni sulla pubblicazione.
Dal punto di vista del diritto, questo non diventa un problema
per voi?
Assolutamente no! Perché la label dovrebbe
godere del 50% dei diritti su composizioni di un musicista? E’
un’assurdità a cui tutti i musicisti dovrebbero ribellarsi!
Quello che si paga alla SIAE per l’applicazione del
bollino torna quasi integralmente al musicista, e lo stesso
avviene con i proventi da diritto d’autore derivati da
concerti o passaggi radio/TV. Silta Records non intende
lucrare sulle spalle del musicista e sulla sua attività
compositiva! Vorrei chiarire che il musicista è il
proprietario dei CD pubblicati; Silta Records trattiene un
certo numero di copie da inviare ai Media e ai giornalisti
specializzati al fine di ottenere delle recensioni. Questo è
l’ elemento che ci contraddistingue veramente. In troppi
casi vediamo le etichette cosiddette indipendenti lucrare alle
spalle del povero musicista, per cui questo paga la
pubblicazione dei CD e la label oltre a ricevere il 50% dei
diritti d’autore gode del ricavato delle vendite dei
CD…
5. come volete risolvere il problema della
distribuzione, che forse è oggi la questione più annosa per un
prodotto finito?
A costo di diventare schematici,
vediamo che la distribuzione si distingue in: a. vendite al
pubblico tramite concerti – in questo caso il musicista vende
i CD nei concerti (tra l’altro questa operazione può rientrare
come vendita occasionale e quindi esente da IVA). b.
vendite tramite e-commerce (via internet) – Silta ha un
accordo quadro con Jazzos (www.jazzos.com) per la vendita dei
CD pubblicati; il musicista in realtà è libero di decidere se
aderire o meno a questo accordo. In ogni caso, i proventi
delle vendite vengono riconosciuti al musicista e Silta non
percepisce guadagni da questo. c. distribuzione
tradizionale – Silta è alla ricerca di un distributore serio
ed efficace, perché oggigiorno le vendite si fanno ancora
soprattutto al dettaglio (negozi o superstore). Le condizioni
che ci sono state proposte non ci hanno soddisfatto, perché
tendevano a togliere a Silta il controllo sulla propria
attività. Non vogliamo avere fretta ma nel corso del 2005
intendiamo trovare un distributore affidabile con cui
lavorare. d. vendita di mp3 via internet (download) -
Silta non intende perseguire questo sistema, perché la musica
che pubblichiamo non è ‘di consumo’ e quindi intendiamo
proporre al nostro pubblico un prodotto di qualità ben
definito (il CD) e curato in tutti i dettagli (non ultimo il
packaging, la copertina).
6. l'artista ha facoltà di
stabilire il prezzo del cd. Come lavorano gli utili della
Silta?
In realtà, per quanto possa sembrare strano,
Silta non gode di utili ma mira alla completa copertura delle
spese. In fondo è un po’ come fosse una cooperativa, con la
differenza che la gestione è in mano al sottoscritto soltanto.
Il concetto di base resta: visto che il musicista deve
partecipare al finanziamento del progetto, questo deve restare
il proprietario dei CD pubblicati ed è libero di fissare il
prezzo di vendita del CD. Silta conferisce certamente supporto
a 360 gradi, ma non ci spostiamo da questo concetto
fondamentale.
7. un musicista che vorrebbe
pubblicare con la Silta che iter dovrebbe seguire e che costi
affrontare?
L’iter è molto semplice: contattarci e
inviare un master per valutazione. La valutazione della
musica che ci viene sottoposta viene eseguita seguendo i
seguanti criteri: A. qualità della registrazione, che deve
essere sicuramente buona B. qualità della performance, che
deve essere a livello professionale C. cifra stilistica,
che deve seguire la linea di Silta: non necessariamente deve
appartenere a determinate categorie o generi predefiniti, ma
deve essere rivolta all’oggi e al domani e godere di
originalità nelle composizioni e/o negli arrangiamenti. Per
fare un esempio, sì all’Avanguardia e alla Ricerca (ma con
contenuti e non fine a se stessa), sì alla World, sì a
Jazz/Contemporary con varie influenze, ma difficilmente
accetteremo di pubblicare un CD di standards, anche se
magnificamente suonati…. Per quanto riguarda i costi,
questi vanno valutati di volta in volta direttamente con il
musicista perché dipendono da diversi fattori.
8. ci
sono progetti che stanno per essere pubblicati?
Nel
2004 abbiamo iniziato con ‘Out!’. Il 2005 si prevede essere
ricco di interessanti uscite. A metà Marzo esce il CD
“Nopop Sestetto”, musiche ed arrangiamenti originali di un
ottimo gruppo Romagnolo. Successivamente ci saranno altre
uscite, con musicisti non solo italiani. Per correttezza,
preferisco non fare nomi prima che siano definiti tutti i
dettagli. Ma mi piace affermare che siamo stati contattai da
diversi nomi altisonanti del panorama musicale italiano e
questo ci onora. Cerchiamo con tutti di approfondire tutti i
dettagli prima di procedere: non vogliamo creare false
aspettative né generare malintesi, la nostra attività è
all’insegna della chiarezza e della trasparenza.
9.
quale futuro vedi per la musica detta "di nicchia"?
Da un punto di vista artistico, un grande futuro.
E non mi riferisco solo all’attività di Silta Records, bensì
al fermento e all’attività che sento un po’ dappertutto. C’è
la voglia di confrontarsi con musiche nuove e vive, di creare,
di andare avanti e progredire; specialmente in periodi un po’
stagnanti e fiacchi per il lavoro più regolare, notiamo un
impulso artistico di grande valenza. Ma se la vediamo sotto
il profilo del Mercato, siamo in un tunnel e non vediamo
ancora la luce in fondo. Certe forme d’arte non vendono, e
purtroppo le istituzioni non sono d’aiuto. Ma non per questo
dobbiamo mollare, altrimenti nel giro di poco ci ritroveremo
tutti ad ascoltare cose già sentite e sarà impossibile trovare
qualcosa di veramente nuovo. Circoscrivendo il discorso all
Jazz, il pubblico (ed anche i musicisti) sta progredendo ed
oggi un artista come Ornette Coleman è ufficialmente
riconosciuto come caposcuola di una corrente musicale di
valore pari ai generi che vanno per la maggiore; solo pochi
anni fa non era così; tutto ciò fa ben sperare per il futuro.
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