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| The Original Triology The Original Triology | SILTA Records | |
| Di Paolo
Peviani
Proseguiamo con la lettura, e troviamo un suggerimento ad ascoltare l'album con attenzione (e fin qui nulla di strano), abbinato ad una preghiera: “per favore senza battere il tempo col piede!” Che dire, le premesse sono irresistibili. La configurazione strumentale, poi, così inconsueta da assicurarci che quanto ascolteremo suonerà originale e distante dai soliti orizzonti espressivi. Entriamo nell'album con una traccia di Steve Kuhn, una scansione ternaria lieve e danzante. E si prosegue poi alternando tempi veloci e lenti, composizioni originali di Carletti a tracce altrui (la selezione non è mai banale), avvicinandoci ed allontanandoci dal jazz, in un album vario per orizzonti sonori senza per questo essere dispersivo. Un pendolo che oscilla intorno al fulcro del jazz, toccando tutte le sfumature possibili (tra cui anche il bop, il blues, il Brasile), e che paradossalmente, ma non troppo, ha i suoi momenti più alti in quelle tracce che dimenticano ogni riferimento linguistico: “Saga of Harrison Crabfeathers,” “Lettera Da Sado” e “Giocata” (le prime due, non a caso, sono le tracce che Carletti ha messo sul proprio sito come preview dell'album). E' qui che riscontriamo gli intrecci strumentali più interessanti, gli sviluppi più originali.
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