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Cavicchi, Tavolazzi, Biancoli: Bill's
Heaven To Bill Evans |
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Inserito il 13 dicembre
2008 alle 09:00:00 da Ivan
Masciovecchio. IT - Recensioni -
Cd Indirizzo sito : Siltarecords
Tre
straordinari interpreti dell'italico jazz rendono omaggio al
grande pianista statunitense scomparso nel 1980. Musica
paradisiaca, suonata con grazia e leggerezza. Un album
di spessore che lascia piacevolmente sorpresi
Antonio Cavicchi, Ares
Tavolazzi, Riccardo Biancoli
Bill's Heaven To Bill
Evans
(Cd, Silta Records/I.R.D.,
2008)
jazz
7/10
"...così vanno le
cose, così devono andare..." cantavano qualche tempo fa i
CSI di Giovanni Lindo Ferretti. Capita così che un cd,
arrivato nel bel mezzo di un'afosissima estate, venga
momentaneamente accantonato e messo da parte, causa anche un
deprimente trasloco ed un ben più esaltante matrimonio. E che
quella che all'inizio sembrava una congiura contro
l'incolpevole dischetto, si è poi rivelata la sua fortuna,
perché ripreso a distanza di mesi dalla sua uscita ed
ascoltato con l'attenzione che merita(va), e con il
mood giusto, complice un autunno piovoso, questo
Bill's Heaven To Bill Evans, straordinario omaggio
all'arte ed alla musica del compianto pianista americano, è
davvero capace di portarti in paradiso.
Straordinario,
ovvero inteso come fuori dall'ordinario. Intanto perché,
mancando del tutto il pianoforte, questo progetto è teso ad
esaltare la figura del musicista e compositore. E soprattutto
perché le re-interpretazioni dei suoi brani, offerte dalla
sensibilità e dal tocco lieve del TRIO composto da
Antonio Cavicchi alla chitarra, Ares Tavolazzi
al contrabbasso e Riccardo Biancoli alla batteria,
hanno un'eleganza ed un equilibrio assolutamente non
comuni.
Il modo in cui i tre musicisti italiani
riescono a far dialogare tra loro i rispettivi strumenti,
creando un tappeto sonoro solido e ben intrecciato nella trama
delle singole improvvisazioni, rimanendo comunque liberi di
sperimentare ma senza parlarsi mai addosso, è un altro dei
motivi che rendono Bill's Heaven To Bill Evans un
lavoro straordinariamente esaltante.
Le nove tracce
dell'album, oltre a contenere alcuni brani dello stesso Evans
(Turn Out The Stars, Periscope, Show-tipe
Tune, Funkallero), contengono anche un paio di
standard (I Fall In Love Too Easily e How Deep Is
The Ocean) e alcuni brani scritti per lui da Earl Zindars
(Mother Of Earl e How My Heart Sings. Conclude
la track lists una esotica e gustosa Down From Antigua,
scritta dal chitarrista statunitense Jim Hall, già
collaboratore in passato con il maestro Evans. |
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