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Un tributo a Bill
Evans, ma senza il pianoforte. E' il progetto raccolto nel cd
"Bill's heaven to Bill Evans" dal
batterista Riccardo Biancoli, dal contrabbassista Ares
Tavolazzi e dal chitarrista Antonio Cavicchi, alla ricerca di
un suono diverso che possa esplorare l'universo musicale di Bill
Evans.
I nove brani contenuti nell'album sono alcuni dello stesso Evans
come "Turn out the stars", e "Show-tipe tune", o composti per lui da Earl
Zindars come "Mother of Earl" che apre
l'album o "How my heart sings", oppure
standard jazz come "How deep is the
ocean".
Il tappeto sonoro che i musicisti riescono a creare è solido, e
l'intreccio dei suoni creato da un perfetto equilibrio tra gli strumenti
fa sì che nessuno prevalga sugli altri.
I tre restano liberi di sperimentare lanciandosi in dialoghi tra
contrabbasso, chitarra e batteria come in "Funkallero", facendoci immaginare isole lontane,
come fa la chitarra di Cavicchi nell'esotica "Down from Antigua" del chitarrista statunitense
Jim
Hall, o a farci sentire sospesi nel tempo, grazie al contrabbasso
di Tavolazzi in "I fall in love too
easily".
Alla fine dell'ascolto si rimane con una sensazione di essersi
risvegliati da un morbido e piacevole sogno.
Cinzia Guidetti per Jazzitalia
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volte Data ultima modifica:
20/04/2009
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