| Recensione
pubblicata il 22 01 2010 |
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stata letta 5
volte |
Temporaneamente di Vittorio
LoConte
Gli incontri fra due
contrabbassi non sono tantissimi, pur se l´ingombrante
strumento ha cercato di evolversi dall´immagine che lo voleva
soltanto come votato solo all´accompagnamento. Ci provano
Giorgio Dini, produttore della Silta Records, e
l´afroamericano William Parker, nome noto
dell´avanguardia americana ed europea (con Peter
Brötzmann, Frode Gjerstad) che qui si lascia andare
ad un meditato dialogo improvvisato. Che si usi l´incisione
per provare il proprio impianto stereo sulle frequenze basse o
che ci si concentri su quello che i due hanno da dirsi, si
resterà ugualmenti stupiti della compattezza di un disco che
dallo studio ha colto una sorta di momento magico senza tempo,
in cui tutto scorre mentre si coglie l´attimo fuggente.
L´intuizione dei due è stata ben colta dal tecnico del
suono ed i vibranti colpi d´archetto o le corde pizzicate per
tutta l´estensione degli strumenti formano un insieme sonoro
affascinante che si ascolta tutto di un fiato. Cinquanta
minuti intensi ed imprevedibili, su cui ci si ritorna
volentieri. |
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