MUSICA JAZZ NR.2 2005 / FEBBRAIO 05 - pag.64-65

"Per larghe analogie e senza andare troppo indietro nel tempo, questo duo estemporaneo potrebbe far pensare a "Frogging" (Mats Gustafsson e Barry Guy) oppure a "Low Life" (Peter Brotzmann e Bill Laswell). Uguale Ŕ l'approccio al suono, gestito con il giusto grado d'irriverenza per i luoghi comuni della notazione e dell'armonia, con la fantasia e la gioia provocate dalla consapevolezza di contravvenire tanto alle regole del free quanto a quelle dello swing, con la navigata bastardaggine nel camuffare o parafrasare celebri motivi nel tessuto di un'improvvisazione che pare leggera come l'elio (quello dell'ornettiana Law Years, che un vertiginoso assolo di Dini muta in splendido preambolo di Out?, come pure il fantasma di Song for Che di Charlie Haden che sempre il contrabbassista insegue e incapsula nella cornice di Gaspacho d'Estate).

Actis Dato resta il grande solista e interprete che conosciamo: effervescente e danzante al clarinetto basso in Torero, sacrale e rauco al baritono in Bosphorus (episodio molto raga, una sorta di om afroamericano), bluastro e urbano al tenore in Boulevard.

Il giovane Dini proviene dalla scuola piemontese di Enrico Fazio e applica al legno e alle corde del proprio strumento una gamma di colori opportunamente opachi ma caldi, e una discorsivitÓ assai viscerale e risonante. 'Out!' pone sugli scudi una tecnica fondata su una perfetta padronanza del tempo. Dini Ŕ un valore aggiunto per qualsiasi formazione e sezione ritmica (votata sia al Mainstream che all'Avanguardia) e non ci sarebbe da stupirsi se da qui a breve lo trovassimo tra i pi¨ interessanti contrabbassisti italiani." (O.F.)

 

 "Without going back too much in time, this extemporaneous duo may bring us to think to "Frogging"  (Mats Gustafsson e Barry Guy) or to "Low Life" (Peter Brotzmann e Bill Laswell). The approach to the sound is the same, handled with the right irreverence for the usual commonplace of notation and harmony, with the fantasy and the joy coming from the consciousness to play against both the rules of Free-Jazz and of Swing, with deep experience hiding or playing paraphrasys of famous melodies within a very light improvisation (like Ornettian Law Years, that a breath-taking solo of Dini changes it into a beautiful introduction to Out?, or like the phantom of Song for Che by Charlie Haden, always pursued by the double bassist and inserted into the frame of Gaspacho d'Estate

Actis Dato confirms to be the great soloist we all know: sparkling and dancing at the bass clarinet on Torero, sacred and raucous at the baritone sax on Bosphorus (this is a very raga episode, a kind of afroamerican om), bluesy at the tenor sax on Boulevard.

The young Dini is coming from the school of Enrico Fazio and applies to the wood and the strings of his own instrument a variety of opportune opaque but warm colors, and a very visceral and resounding phrasing. 'Out!' is showing a technique based on a perfect control of time. Dini is a added value for any band and rhythm section (either in Mainstream or in Avant-garde) and we should not be surprised if in a short time we will find him among the most interesting italian double bassists". (O.F.)