| Recensione pubblicata il 25 12 2007 |
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recensione è stata letta 9 volte |
Standards più vecchi del jazz
di
Cosimo Parisi
Le rifaciture di composizioni di musica classica in chiave jazz non sono niente di nuovo, basti pensare ai famosi LP Decca di Jacques Loussier degli anni `60 o ai suoi lavori piú recenti su Telarc. Quello che il pianista Enzo Orefice presenta su Silta Records, la coraggiosa casa discografica del contrabbassista Giorgio Dini,
si distacca dai molti tentativi del genere rendendo reali, su temi di
vecchia data e con un´altra base ritmica, le modernità che i suoi
colleghi applicano sugli standards più famosi al fine di renderli
originali. Le nuove strutture armoniche, le riinvezioni ritmiche che Orefice applica nei suoi arrangiamenti, danno ai brani di Schubert, Bach, Chopin,
una bella vitalità, e mostrano anche un quartetto ferrato, che ha
capito la lezione del jazz prima di eseguire questo interessante
progetto. Orefice ha idee in quantità ed alcuni suoi
arrangiamenti stupicono anche l´ascoltatore più smaliziato. Con lui il
sassofonista tenore e soprano Luciano Ciaramella, Vittorio Pepe al basso elettrico e Ivo Parlati
alla batteria. Le loro esecuzioni si ascoltano volentieri, di buona
fattura, con idee che fanno la concorrenza a chi suona solo mainstream
e le rispettive composizioni. Originali e lirici, i quattro
dimostrano che è possibile legare insieme swing e temi di autori
classici senza perdere d´energia, in una musica ricca di trovate e
sottigliezze.
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