Musica, teatro, letteratura, si fondono in questo nuovo progetto del
contrabbassista siciliano. Una commistione di generi che non lascia
indifferenti, in grado di alimentare il seme fecondo della curiosità
Luca Lo Bianco
La Scomparsa di Majorana
(Cd, Siltarecords, 2007)
musica d'autore
7/10
"Quale
musica si può definire buona e quale invece cattiva? Non lo so, non
sono in grado di fornire una risposta precisa. Probabilmente non esiste
buona o cattiva musica, ma solo musica che ti tocca l'anima e musica
che ti lascia indifferente, ecco tutto!". Queste parole di Dmitri
Šostakovič si possono leggere sul sito della Silta Records, l'etichetta
indipendente siciliana che ha prodotto il nuovo progetto del
contrabbassista Luca Lo Bianco, La Scomparsa di Majorana,
liberamente ispirato all'omonimo libro scritto da Leonardo Sciascia
sulla sparizione del fisico siciliano, di cui quest'anno ricorre il
centenario della nascita.
Progetto nato, in origine, come
spettacolo teatrale, presentato con successo, in anteprima, a Berlino
nel gennaio 2006, e di cui solo in un secondo momento si è deciso di
fissare su supporto le suggestioni e le atmosfere cariche di
interrogativi che la vicenda legata ai ragazzi di Via Panisperna si porta dietro.
Le
composizioni originali del giovane autore siciliano si sovrappongono
così alle parole del ben più noto conterraneo, dando origine "...ad una
sorta di moderno oratorio, in cui la musica è il sostrato fondante su
cui si sviluppa l'intera vicenda...", per dirla con la voce dello
stesso Lo Bianco.
Durante l'ora scarsa di ascolto, a parte la conclusiva Alfonsina Y El Mar,
malinconicamente venata d'Argentina, il dialogo immaginario tra
Sciascia e lo stesso Majorana, portato in scena dagli attori Claudio
Gioè ("I cento passi", "La meglio gioventù") e Rosario Tedesco (che
firma anche la regia teatrale), viene sorretto e sostenuto da sonorità
e sperimentazioni di chiara matrice jazz. L'ottimo gruppo di musicisti
chiamati a raccolta attorno al progetto Majorana da Luca Lo Bianco, ben si integra con le calde vibrazioni del suo basso, elettrico o acustico fa lo stesso...
Per
chiudere, e per dare un senso alle parole del compositore russo citate
in apertura, questa nuova commistione tra letteratura, teatro e musica,
pur arrivando ennesima tra le tante, non lascia sicuramente
indifferenti. Eticamente e strutturalmente rigorosa, va sicuramente
ascoltata con attenzione, trattata con cura. Parole, brani, ancora
parole, che seguono altri brani, a poco a poco, goccia a goccia
lasciano in bocca il gusto agrodolce della curiosità, tanto che una
volta premuto stop sul lettore, si avrà voglia di saperne di
più su uno dei tanti, ed uno dei più rimossi, misteri italiani che
hanno segnato il percorso del secolo scorso.
Sponsor
\n');
}
if ( plugin ) {
document.write("
Loading Flash Movie...
");
var fo772286 = new FlashObject('http://media.intelia.it/adimage.php?filename=leonardo_120x600_3.swf&contenttype=swf&clickTARGET=_blank&clickTAG=http://media.intelia.it/adclick.php?maxparams=2__bannerid=15503__zoneid=232__cb=4bc89f8a88', 'flashmovie772286', '120', '600', '4.0.0.0', '');
fo772286.addVariable('idbanner', '');
fo772286.write('flashcontent772286');
} else if (!(navigator.appName && navigator.appName.indexOf("Netscape")>=0 && navigator.appVersion.indexOf("2.")>=0)){
document.write("");
}
//-->