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Un basso e tanti
amici di Cosimo Parisi
La Silta Records del
contrabbassista Giorgio Dini ci permette di fare
conoscenza con la scena creativa israeliana. Si tratta
del collega Jean Claude Jones che su questo album
si presenta in duo con molti suoi amici: i cantanti
Josef Sprinzak e Yael Tai, Harol
Rubin al clarinetto, Yuval Mesner al
violoncello, Gan Lev al sax baritono e contralto,
Albert Beger al flauto, Hagai Fershtman
alla batteria, Ariel Shibolet al sax soprano e
Maya Dunietz al pianoforte.
La
particolarità della società israeliana odierna, che
raccoglie insieme cittadini appartenenti ad una diaspora
antichissima, ha permesso l´incontro di musicisti
provenienti da paesi e culture eterogenee. C´è chi è più
legato alla musica orientale e chi invece ha già
conosciuto la musica improvvisata di stampo europeo e
americano (le improvvisazioni con Ariel
Shibolet, ad esempio, sono dedicate a Peter
Kowald).
La sostanza della musica non sfugge
però mai di mano a Jones: ci sono improvvisazioni
senza base di partenza, momenti più strutturati e
persino delle composizioni, ovviamente di stampo
moderno. Lui sa trarre sempre il massimo dalle
rispettive situazioni e dai partner, tutti degni della
massima attenzione.
Si tratta di un disco da
ascoltare con calma, che pretende uno slow
listening: ognuno ci troverà qualcosa in grado di
colpire le corde della sua sensibilità.
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Translation:
Silta
Records, managed by bassist Giorgio Dini is allowing us to
know the creative scene of Israel. We talk about his collegue
Jean Claude Jones, who on this album is performing duos with
many of his friends: singers
Josef Sprinzak and Yael Tai, Harol
Rubin on clarinet, Yuval Mesner on cello, Gan Lev
on baritone and alto sax,
Albert Beger on flute, Hagai Fershtman on
drums, Ariel Shibolet on soprano sax and
Maya Dunietz on piano.
The
peculiarity of today's society of Israel, collecting citizens
since long time, allowed the meeting of musicians coming from
different countries and cultures. Someone is more linked to
the oriental music and others already got in touch with
european and american improvised music (the improvisations
with Ariel Shibolet for example are dedicated to Perter Kowald).
The
meaning of the music is never escaping from Jones intention:
there are free improvisations more structured moments and even
compositions, obviously in a modern shape. He is able to
achieve the best from any situation and form his partners.
This is
a record to listen quietly, needing a slow listening: evrybody
will find something capable to hit his own sensibility.
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