Coppia
fuori dal comune, Steve
Lacy e Mal
Waldron ci hanno lasciato un bel po' di
titoli che documentano la loro stretta
collaborazione in seno ai progetti dell'uno e
dell'altro. Sovente, il percorso artistico dei due
fuoriclasse e' andato di pari passo, fianco a
fianco, e sono anche numerose le registrazioni in
duo che documentano il piacere con cui essi
condividevano amori e passioni in comune (Duke
Ellington, Thelonious Monk), momenti profittevoli
anche per cesellare e reiventare di continuo
diversi rispettivi cavalli di battaglia. A tal
riguardo, una testimonianza preziosa (e di
altissimo valore qualitativo) e' questo
Let's Call This … Esteem, incisione
dal vivo che documenta integralmente un concerto
effettuato dal duo il 16 maggio del 1993 presso il
Playhouse Theatre di Oxford.
Pubblicato
a suo tempo dalla Slam Records di Roger Haslam,
l'album rivede adesso la luce grazie a questa
curata ristampa (in edizione numerata e limitata
di 999 copie) approntata dalla benemerita Silta
Records. Si tratta, in effetti, di una grande
performance, che inquadra due eccezionali
musicisti e interpreti nel pieno della loro
maturita', alle prese con un repertorio a dir poco
stellare. L'iniziale Let's Call This di
Monk e' stata esplorata da cima a fondo sin dal
1958, allorche' apparve nell'album
Reflections di Lacy, gia'
accompagnato da Waldron in un quartetto completato
da Buell Neidingler ed
Elvis Jones, mentre una versione
in duo della stessa fu pubblicata su un omonimo
album dal vivo, registrato a Parigi nel 1981 e
licenziato dalla Hat Hut nel 1986.
Preceduta
dalla presentazione di Lol Coxill, la composizione
e' metodicamente esplorata con un palleggio
armonico di essenziale asciuttezza. Waldron
sceglie alcuni accordi principali che evidenziano
nell'accompagnamento la struttura melodica
portante, con blocchi ritmici reiterati, sopra cui
Lacy opera un saliscendi di tonalita' e frasi tra
il medio e il sovracuto, trovando una strada tutta
personale nell'abbellimento improvvisativo,
invitando il pianista a raddoppi di chorus per poi
lasciarlo solo a imprimere un'anima bluesy e una
forte sensazione di swing. Ripresa in tandem la
coda del pezzo, Lacy e Waldron ne rimarcano il
profumo melodico con un respiro profondamente
moderno.
Questa
strategia interpretativa si riaffaccia anche nella
successiva Monk's Dream, con la differenza
che il pianista guadagna lentamente terreno e
liberta' di movimento. L'equilibrio tra i due
strumenti e' comunque tanto sottile quanto
ricercato, dando luogo a un continuo avvicedamento
di interventi solisti, reciproci contrappunti e
frasi suonate all'unisono. La meravigliosa
visceralita' e nervosa modernita' dei quattordici
minuti di Snake Out (dove Lacy campeggia in
un stupefacente assolo e Waldron, da parte sua,
dilaga con cluster e fraseggi rapsodici, dividendo
l'armonia in blocchi disparati), il clima solenne,
struggente e celebrativo di Blues For Aida
(scritta e dedicata da Lacy alla memoria del suo
storico mentore Akira Aida,
critico musicale e promoter di tanti personaggi
del free jazz occidentale nel Sol Levante,
scomparso a trentott'anni nel 1978), il tono
elucubrativo e astratto di What is It, la
giocosa leggerezza di un motivo melodico in
realta' labirintico come Evidence e,
infine, le spettacolari variazioni timbriche e
armoniche di Esteem (brano ripreso dal duo,
in studio a Milano, nell'album
Communique del 1997) sono cartine
tornasole del modo in cui Lacy trovava la strada
maestra dello swing improvvisando con note
adiacenti e per linee orizzontali ma anche
dell'originale versatilita' e unicita' di Waldron,
nel suonare attuale e sperimentale mescolando
pause, brevissime frasi atonali e sapidi accordi
"ragtime".
Voto:
8/10
Genere:
Impro / Bebop / Swing Jazz
Musicisti:
Steve
Lacy – soprano sax
Mal
Waldron – piano
Brani:
01.
Introduction – Let's Call
This
02.
Monk's Dream
03.
In A Sentimental Mood
04.
Snake Out
05.
Blues For Aida
06.
Johnny Come Lately
07.
What Is It
08.
Evidence
09.
Epistrophy
10.
Esteem
Links:
Silta
Records: www.siltarecords.it