| Recensione
pubblicata il 10 08 2009 |
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Chiamiamola
stima
di
Vittorio LoConte
Non si tratta di una nuova
registrazione ripescata da qualche archivio dei dei due
musicisti americani, bensì della ripubblicazione del disco
pubblicato dalla Slam nel 1993 e che contiene un
concerto dal vivo tenuto a Oxford nel 1993.
Steve
Lacy, sax soprano, e Mal Waldron al piano hanno
inciso diverse opere in duo in quegli anni, dal vivo ed in
studio, riprendendo una collaborazione risalente al 1958,
quando insieme avevano registrato in quartetto
Reflections. Sempre con la passione per la musica di
Thelonious Monk, da cui hanno saputo trarre luci e
colori di grande originalità.
In fondo sono stati dei
maestri dei rispettivi strumenti, immediatamente riconoscibili
come voce, l´uno a trarre fuori incredibili suoni dal sax
soprano, l´altro a rimuginare sugli accordi delle composizioni
scelte, tirando fuori il massimo da poche note. Ed anche su
questo disco si dedicano a Monk ed a qualche classico
standard rendendoli contenitori delle proprie idee e della
propria arte.
È da un lato un disco nostalgico, di due
artisti scomparsi che ancora negli anni `90 hanno lasciato
tantissimo al jazz, dall´altro lato di una modernità
incredibile, perchè dai loro percorsi si impara, ancora oggi,
tantissimo.
La Slam e la Silta Records di
Giorgio Dini hanno deciso di ripubblicare il disco, in
edizione numerata di 999 copie, e di renderlo di migliore
qualità tecnica.
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