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1. Trio
Starting
2. Duo
Starting
3. A
Storm
4. On the
Beat
5.
Achille
6.
Biagio
7.
Silvia
8.
C.S.A.
9.
X.B.
10. A
Song
Alessandro Sacha Caiani - sax
tenore
Achille Succi - sax alto,
clarinetto basso
Biagio Coppa - sax tenore, sax
soprano
Xabier Iriondo - mahai metak,
shaahi baaja
Silvia Bolognesi -
contrabbasso
Cristiano Calcagnile -
batteria
Il “gioco” che si compie in
questa session è quello dei musicisti, intenti
a dialogare con i propri strumenti disegnando movimenti
espressivi apparentemente liberi, ma definiti da
parametri tecnici strutturalmente coordinati. Come in un
gioco, appunto.
Il secondo album del sassofonista
italo-russo Alessandro Sacha Caiani è
una raffinata sperimentazione di gruppo, un autentico
jazz d’avanguardia che riprende l’impostazione tipica
del free differenziandosi per un uso più oculato del
pentagramma e di strumenti inusuali come il Mahai Metak
e lo Shahi Baaja. Anche la composizione della band è
molto originale, in particolare la preponderanza dei
fiati (ben tre sax) comporta l’esecuzione di suoni
squillanti, spesso acuti e intensi. Già con il primo
brano, “Trio Starting”, entriamo nel vivo di questa
impostazione dove gli strumenti si rincorrono nel
cercare di raggiungere la piena dissonanza, nel
tentativo di “sormontare” gli altri come in una
competizione, che è in realtà lucida interazione di
soggetti estesi e descrittivi. La consapevolezza della
ricerca tecnica crea spesso istanti riflessivi,
empatici, surreali, stranianti per cambiamento di tempo
e variazione melodica; le sonorità sono ampie, inquiete,
il grado di sviluppo dei temi è fluido, profondamente
espressionista.
Così come nel resto della
registrazione sono le sonorità trascinanti delle
blue notes a preponderare sulla melodia: i componenti della band,
sia in ensemble che nei soli, sono sempre molto
attenti a eseguire solo le note essenziali, senza quasi
mai dilungarsi in scale o evoluzioni più complesse.
L’insieme di questi elementi dà luogo ad un sound
enigmatico e rarefatto
di grande effetto emozionale. Così nelle oscure
alchimie del sax di Sacha Caiani in
“Achille” e nel basso disteso e morbido di
Silvia Bolognesi in “Silvia”.
Enigmatico ed asimmetrico il divertissement dei
fiati e la sostenuta ritmica pulsante di “Biagio” con
Caiani a simulare una volta il fischio di un treno,
un'altra rumori di ferro che batte, andando a creare una
sorta di inquieta musica
futurista.
Poche note, quelle giuste. Una
registrazione strutturalmente complessa e allo stesso
tempo di immediato impatto sonoro ed emotivo. Bravi i
musicisti nel mantenere una coerenza organica corale
senza mai scadere nella ripetitività grazie anche alle
precise “regole del gioco” dettate da Caiani in questo
progetto originale e di ottimo gusto
musicale.
Andrea
Valiante
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