JAZZRYTMIT - the Jazz Magazine in Finland
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Review:

This CD is a production of European musicians, meeting in the US where this recording has been made. The collegues of Lattanzi (29) obviously attended the Berklee School, but he also would like to inform us that the pictures of the booklet have been taken at MIT (the International Univeristy of Economy).

The music has been composed by the leader himself, and should not be underestimated. We find pulsing melodies, but if on one side the support from the band is bringing us to consider the arrangements less important, on the other hand the rhythms’ diversification is an advantage. “14/2” seems to remind a finnish melody. Here we find the acoustic atmosphere of the Jazz tradition and the sound reminds the summer at Jyvaskyla in 1969, meaning: Sarmanto, Aaltonen, Pethman…..

These artists have thye same class of the finish musicians we mentioned, and the international endeavour gives further enrichment and gives more taste to the sound.

Solos maybe show Berkelle’s influence, but the multicultural aspect is made by the Catalan, Russian and Italian presence.

French Budynek sound his guitar a bit on a old blues/fusion style, just like if Eric Clapton would have correctly and surprisingly practiced for a couple of years. Moisenko is interested to play with a fair sound, like referring to the dark Pekka Poyri.

We have now reached the end of the CD, which shows power and also sentiment in the inspired performance of neo-bop and fusion atmosphere.

 

Recensione:

Questo disco ci mostra una produzione di musicisti Europei, che si sono incontrati negli USA dove hanno realizzato questo disco. I colleghi di Lattanzi (29) hanno ovviamente frequentato la Berklee School, ma questo desidera anche informarci che le fotografie del booklet sono state scattate presso l’Istituto Internazionale di Economia del MIT.

La musica è composta dallo stesso leader e non è affatto da sottovalutare. Troviamo delle melodie pulsanti, ma se da una parte il supporto della band rende meno importanti gli arrangiamenti, d’altra parte c’è il vantaggio di una diversificazione di ritmi. Il brano “14/2” sembra quasi ricordare una melodia finlandese. Qui troviamo atmosfere acustiche della tradizione del Jazz e il timbro ricorda l’estate di Jyvaskyla del 1969, ovvero: Sarmanto, Aaltonen, Pethman…..

Questi artisti sono della stessa classe dei finlandesi citati, e l’internazionalità arricchisce ulteriormente e dà più sapore alla sonorità. I soli sono forse appena sotto influenza Berklee mentre l’aspetto multiculturale è caratterizzato dalla presenza catalana, russa e italiana.

Il francese Budynek suona la chitarra un po’ in stile ‘vecchio’ blues/fusion, come se Eric Clapton si fosse correttamente e sorprendentemente esercitato un paio d’anni. Moisenko è interessato a suonare con un sound discreto, come riferirsi storicamente all’oscuro Pekka Poyri.

Siamo quindi giunti alla fine dell’ascolto di questo disco, che denota forza e anche dolcezza nel suonare con ispirazione neo-bop e atmosfere fusion.