GRUPPO/ARTISTA: Stefano Savini ALBUM: Cortile
ETICHETTA: Silta Records
DATA: 2008
Ascolta:
Recensione:
Stefano Savini (chitarre)
G.M. Matteucci (clarinetti)
S. Ricci
(contrabbasso)
M. Gazzoni (batteria)
M. Patricelli (piano su
7-8-9)
Questa pubblicazione, a nome di Stefano Savini per Silta Records,
arriva 3 anni dopo l'uscita del CD NOPOP SESTETTO (SR0501). C'è un forte legame
tra i due CD (molti dei musicisti hanno partecipato a entrambe le
registrazioni), ma anche differenze: qui Savini gestisce il progetto con
personalità, interpretando proprie composizioni. La sonorità del CD è
un'evoluzione dello sstile dei Nopop, con atmosfere di Jazz tipicamente italiano
e influenze etniche, riportandoci a tratti a ricordare le colonne sonore della
cinematografia italiana d'autore (Fellini per esempio).
"Un lavoro
interessante e ben suonato, una musica nuova e fuori dai cliché..." - Paolo
Fresu
DALLE NOTE DI COPERTINA:
"Come in danza sospesa..."
E' da
tempo che le "etichette" stilistiche tendono a "perdere inchiostro", lasciando
solo vaghe impronte di un sistema di catalogazione che oggi poco ha a che fare
con l'ampiezza di una coscienza culturale sempre più vasta ed onnicomprensiva,
qual'è quella multiculturale e globalizzata del nostro contemporaneo. In un
periodo storico che sembra sempre più proteso, con ritmi incessanti e frenetici,
verso orizzonti infiniti, fisici ed interiori, può apparire naturale soffermarsi
un momento e fare "il punto della situazione". Il futuro sembra illimitato, per
progresso scientifico e per nuove aperture spirituali, ma è gradevole, a volte,
restar fermi tra le onde della corrente che ci avvolge e ci accarezza intrepida,
per accorgerci di noi, di chi siamo, da quali ruscelli e quali torrenti siamo
giunti fino ad ora, in questo presente così vario e colorato di stimoli
intriganti, ma anche un po' confusi ed a volte spiazzanti.Ed è così che Stefano
Savini, musicista sensibile ed esperto, sembra soffermarsi in pacata e
meravigliata osservazione della sua anima musicale, che appare policroma e dai
toni pastello, dolce, delicata, forse fragile, gentile, a volte trasognata.
Savini ci appare capace di custodire nel cuore la memoria del suono "madre"
della tradizione popolare italiana, ma anche spontaneamente intriso di atmosfere
profumate dall'eccellenza musicale classica europea, patrimonio infinito e
raffinato dell'intero genere umano. Il Jazz per Stefano Savini appare poi come
una barca accogliente e solida sulla quale trasportare e far navigare
morbidamente le musiche carpite dalle reti della sua fantasia e della sua
memoria. E la barca naviga in acque serene e tranquille, con leggeri movimenti,
come in danza sospesa, tra le onde ed il cielo, in piena armonia con l'aria,il
sole ed il brillio delle onde che giocano a farci chiudere gli occhi ed a farci
dondolare serenamente tra le note.
Bruno Pollacci - "Animajazz"
http://www.nopop.it/
www.myspace.com/savo67
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